giovedì 24 gennaio 2013

Biscottoni a 6 mani

biscotti di Vale e Fancesca


E questa volta in cucina ci ho messo la mia piccola con una sua compagna di classe.
Giornate fredde, uggiose, umide.
Pioggerelina che ti entra nelle ossa, nonostante gli strati di indumenti che indosso per proteggermi da questo clima che odio.
Mia figlia mi chiede se può portare una sua amichetta a casa.
Certo.
Chiamo la mamma è d'accordo, sua figlia si ferma da noi anche a cena. Ottimo!
Passo, citofono, prendo, porto a casa.
Relax per loro... giocando con la wii.
Io preparo la pasta per la pizza, intanto loro giocano.
Poi dico STOP, e le metto a tagliuzzare la mozzarella: cantate figliole, cantate.
Di mozzarella ne ho solo 4 etti, e se non cantate me la mangiate prima che finisca sulla pizza.
Poi stendono la pasta, spalmano il pomodoro, aggiungono un pò di mozzarella sulla pizza, mentre piccole  mani monelle volano velocemente verso la bocca, piene di manciate di mozzarella, e loro ridono ma non cantano più. Troppo impegnate a masticare.
La pizza sarà squisita.
poca mozzarella? non importa!

Poi le metto ad impastare. una versa e l'altra impasta: ma che fatica impastare, mi dicono.
Ma io non ho pietà.
Per giocare con la wii non fanno fatica, si riposeranno dopo.
Questo è sfruttamento minorile?
Non credo, loro si stanno divertendo.
Io ho solo preparato le bacinelle con gli ingredienti e dopo ho messo i biscottoni sulla teglia per cuocerli.
Anche i biscotti sono ottimi, dopo una fettona di pizza Francesca ne mangia due.
Che fame viene quando si lavora divertendosi, vero?
Altro che la wii, ragazze mie, dico io.
E la serata passa in tutta tranquillità.
Mio marito non c'è, sono a casa coi miei tre figli e l'amica di mia figlia.
E sono veramente rilassata.
Stento a crederci.
Mio marito imperversa: chi dorme nel lettone con te?
Nessuno, ognuno al suo posto.
Non mi crede.
Grazie alla tecnologia gli mando una foto, e S Tommaso si arrende: hai vinto tu.
Non sapevo ci fosse una scommessa, avrei puntato alto.
 
Ingredienti per circa 20 biscottoni:
125 gr di burro
170 gr di zucchero
1 uovo
250 gr di farina
50 gr di cacao va bene sia quello zuccherato che quello amaro, dipende dai gusti
1 cucchiaino di lievito per dolci
180 ml di yogurt bianco non zuccherato
1 pizzico di bicarbonato
1 bustina di vanillina

Preriscaldare il forno 190 °

Procedimento:
setacciare: farina, cacao, lievito, bicarbonato e vanillina.
Montare le uova con il burro, aggiungere l'uovo.
Aggiungere alternandosi lo yogurt con il mix di farina.

Preparare delle palline con un cucchiaio ed appiattirle col dorso del cucchiaio BAGNATO con acqua.
Devono essere distanziati fra loro, altrimenti si attaccheranno.

Cuocere per 10-12 minuti

martedì 22 gennaio 2013

pan di SPAGNA!

altra produzione del mio cuoco in erba!!!
mio figlio non resisteva: 1/4 è già nella sua pancia!!

ci voleva mio figlio per convincermi!!

ingredienti
6 uova
200 gr di farina
200 gr di zucchero
1 pizzico di sale

preriscaldare il forno
mi faceva senso, ma è giusto fare così!!!

procedimento
montare gli albumi con il sale
i tuorli con lo zucchero
unire tuorli ed albumi montati, aggiungere la farina e mescolare delicatamente con le MANI, usandole come mega forchette
bagnare e strizzare la carta da forno, imburrarla

 150 ° per circa 50 minuti
sarà marroncino in superficie ed alto circa 4 cm!!!

La farcitura?
sceglietela voi!!!

domenica 20 gennaio 2013

Hallo Kitty...perchè no?

Prima confessione di mia figlia.
Dopo merenda insieme a tutti i bambini.
Alle mamme è stato chiesto di preparare una torta.
Mia figlia adora la torta al cioccolato, e l'ho accontentata.
Logicamente si possono mettere caramelle per fare occhi, naso e bocca.
Ma oggi sono di corsa, quindi mi sono accontentata di uno stencil veloce veloce e ... via!!

MIAOOOO!

la ricetta la trovate QUI, logicamente la mousse al cointreau non va messa in questa torta per bambini!

venerdì 18 gennaio 2013

Yogurt

Numerobis è da sempre un gran consumatore di latte e yogurt.
C'è stato un periodo che ci ha sfiorato l'idea di adottare una mucca.
Ieri mio marito ha detto: anzichè fare lo yogurt bianco, prova a farlo al caffè.
Infatti Numerobis è passato direttamente dallo yogurt alla frutta a quello al caffè.
Il problema è che se ne mangia 500 gr al giorno.
Di più durante il week end.
A conti fatti, mio marito ieri mi ha detto che avrebbe chiesto una quota azionaria alla Mueller, a titolo honoris consumatoris, visto che nell'arco di pochi anni gli abbiamo già pagato gli impianti per la produzione di yogurt al caffè.
Stamattina quindi sto provando a prepararlo in casa.
Certo, il sapore non sarà lo stesso, perchè inizio con 150 gr di Mueller, 50 di  yogurt home made al bifidus e 800 ml di latte.
Vediamo.
Domani vi aggiorno.
Buon week end.

PS Prossimamente yogurt direttamente alla frutta, home made of course!

martedì 15 gennaio 2013

Ci vuole DAVVERO coraggio: pane kamut & zafferano...

Sperimentare fa rima con curiosare.
In cucina sto preparando il classico risotto allo zafferano.
Se la qualità dello zafferano è buona, successo garantito.
Il mio zafferano è ottimo.
Lo si sente in giro per la cucina, mi viene a trovare in sala, mi segue in camera.
Mi fa compagnia il profumo di questa spezia. Sarà che è novello (la raccolta avviene a dicembre).
Mi ha invogliato a sperimentare. Oggi non era giornata: freddo, umido, pioggerellina, previsioni di neve... bleah.
Mi sono rimboccata le maniche ed ho deciso: preparo lo yogurt al bifidus.
Oggi bianco, poi domani, chi lo sà? Mio marito vorrebbe quello al caffè.
Vedremo.
Intanto ho aperto la dispensa, estratto il sacchetto della farina integrale di Kamut ed ho deciso: pane allo zafferano.
PERO' mentre il risottino cuoce in grazia e saggezza, profumando in giro la mia casetta, il pane.. puzza.
Sono un tantino preoccupata.
Vedremo a cottura ultimata!
...almeno è bello!

Rieccomi qui.
Com'è il pane
Anche l'occhio vuole la sua parte.
Diciamo che non lo farò più così!!!
Ho ... OSATO TROPPO!!!
E' più bello che buono. (^_*)
Volete davvero la ricetta?

500 gr Farina integrale di kamut.
290 ml di acqua
1 bustina di lievito
1 bustina di lievito disidratato
1 cucchiaino di sale
2 cucchiaini di zucchero
5 cucchiai di olio extra vergine di oliva

Ho usato la macchina del pane

lunedì 14 gennaio 2013

Golosa io? no, solo S&G, SCC&A !

che vuuo dire: Sana & Golosa,
Senza Conservanti, Coloranti & Additivi

Sana & Golosa
Il mio motto è: 
INGRASSARE CON GUSTO.
Si , perchè se devo mangiare e poi avere crisi di identità sullla bilancia poi mi sentirei uno schifino.
Logicamente io mangio una tonnellata di porcherie ogni giorno: mi rimpinzo di cioccolato, altrimenti non potrei sopravvivere in questa giungla metropolitana.
Tengo sempre in borsa il KIT della SOPRAVVIVENZA:
una merenda confezionata, caramelle, cicche e qualche euro per un caffè volante quando so che devo stare  in giro parecchie ore.
Cosa ci posso fare? Se mi viene un calo di zuccheri, mi si appanna la vista, fatico a camminare, non ragiono più.
Invece in questi casi basta una caramella a darmi temporaneamente la sferzata magica.
Quando so che non potrò ingurgitare niente, allora entro in un bar e mi prendo un cappuccio bollente: con stomaco chiuso per ore,  posso girare fiere, mercatini, e quant'altro come una trottola, senza farmi distrarre dai morsi della fame!
Ma il ciccia test è tremendo: è un pizzicotto sui fianchi.
Se ho accumulato troppe calorie, lo vedo subito.
La mia prof di italiano alle medie si contava le righe sulla pancia, Andava fiera di non averne.
Io mi dicevo: è impossibile, almeno due ne devi avere, come fai a sederti e poi a stiracchiarti??
Almeno la PELLE ci deve essere!
Per la colazione di stamattina ho preparato gli INTRAMONTABILI e le crostatine ripiene di torta morbida.
Un bel tè verde deteinato e sono pronta per il grande gelo polare che mi aspetta, varcata la soglia.
Per gli intramontabili, la ricetta è qui.. 
Dopo posterò le ricette delle tortine ripiene.
Buona giornata a tutti!!!!!!



sabato 12 gennaio 2013

Per fare musica... ci vuole orecchio?

Allibita.
Per 5 anni mio figlio ha cantato canzoncine, e poi partecipato al concerto di fine anno della scuola.
Canzoncine, da bambini, un coro un pò bello, un pò stonato, nel quale mio figlio si imbarazzava, si nascondeva in mezzo agli altri quando era sul palco.
C'è a chi piace esibirsi, a chi proprio non va giù.
Mica siamo tutti uguali.
Eppure il concerto di fino anno s'ha da fare, che ci piaccia o no.
Ed a me spiace per quei bambini che salgono sul palco, soffrendo.
Dopo 3 mesi di pura vacanza, costellati per altro da compiti per mantenere l'allenamento, ecco il salto nel buio di questa scuola media pubblica.

Le canzoncine ce le siamo lasciate alle spalle, ora si vola alto.
Era così bello sentire il mio primogenito che ci deliziava con la musichetta imparata ed eseguita col suo flauto (piffero), ora invece devo interrogare l'altro mio figlio su questo testo che, per vostra pura gioia, ho ricopiato integralmente dal quaderno di mio figlio. Perdonate i soliti miei errori di stampa.
Testo dettato in classe dall'insegnante, e dovuto imparare dai ragazzini di prima media.
Mi piacerebbe conoscere il vostro parere in merito.

Buon divertimento e... Buon week end!



MUSICA GRECA
Quando si parla di musica greca,più che alla musica in se della quale poco o nulla rimane, si accenna piuttosto alla concezione che della musica ebbero i greci, concezione trasmessaci attraverso un complesso (una serie) di notizie: leggendarie, storiche e letterarie.
Se anche non si aggiungessero gli scritti filosofici e politici a provarci l’importanza della musica tra i greci basterebbero le antiche leggende come testimonianze del potere immenso che le veniva attributo (dato).
Orfeo che trascinava i sassi le piante e le belve con il suo canto.
Arfione, che i delfini, evocati dal suo canto, salvarono dalla morte cui l’avevano condannato i pirati; Anfione che costruì le mura di Tebe a suon di musica: ecco alcune di queste leggende, tutte concordi nell’assegnare alla musica un potere quasi soprannaturale, potere non soltanto emotivo ma addirittura di fascinazione delle facoltà volitive.
E la loro singolare testimonianza è confermata dagli scritti posteriori dei massimi filosofi greci.
Tanto che viene da supporre che i greci possedessero una sensibilità musicale enormemente maggiore della nostra, che quasi si è tentati di cercare una ragione fisiologica di questo fenomeno.
Tanto più che la musica greca, per quel poco che ce ne rimane (sette canti ed alcuni frammenti), non pare dovesse essere molto progredita, anzi ci appare in uno stato piuttosto rudimentale.
Povera di strumenti (che non poche varianti) si riducevano a due tipi, uno a fiato (l’aulos) e l’altro strumento a corde, la lira, priva di qualsiasi nozione di armonia essa aveva un fare timido ed esitante: la melodia si muoveva a piccoli intervalli, con frequenti ritorni sulla nota centrale, quasi timorata di smarrirsi; scarsa la vivacità del ritmo legata strettamente alla recitazione secondo gli schemi metri ci della poesia.
Si è stabilito che l’elemento primario della musica era il tetracordo, cioè un insieme di 4  suoni comprendenti due toni ed un semitono, e che si usarono con il tempo, successioni di 2 tetracordi uguali, cioè aventi il semitono nella stessa posizione: l’insieme di 2 tetracordi formava un’armonia corrispondente, all’incirca, ad una nostra scala discendente.
Ma mentre la nostra sensibilità moderna si è ridotta a percepire soltanto due modalità della …. , maggiore e minore, i greci invece ne conoscevano tante quante erano le posizioni che poteva assumere il tetracordo, ed ognuna si distingueva con il nome della regione dove è stata per prima usata.
Le armonie, Lidia, Frigia, Dorica, avevano il semitono rispettivamente in prima, seconda e terza posizione.
LIDIA             FRIGIA                      DORICA
Do                  do                   do
Si                    si                     si
La                   la                    la
Sol                  sol                  sol
Fa                   fa                    fa
Mi                   mi                   mi
Re                   re                    re
Do                  do                   do
Successive elaborazioni portarono alla creazione di modi derivati: ipolidio, iperlidio, ipofrigio, iperfrigio, ipodorico ed iperdorico.
Appunto questi 9 modi costituirono il genere diatonico che è il più semplice e facile d’esecuzione; più tardi con l’affinarsi della sensibilità psicologica e musicale, il numero dei semitoni aumentò nell’uso dei musici più arditi ed innovatori e l’intervallo di quarta giusta in cui è contenuto il tetracordo venne diviso in maniera sempre più regolare e cervellotica.
Si formò il genere cromatico, nel quale il tetracordo è costituito da un intervallo di terza minore e due semitoni, poi a sua volta sopravanzato nell’uso del genere enarmonico, costituito da un intervallo di terza maggiore e due quarti di tono. Ciò avviene ad opera di artisti raffinati quali Timoteo ed Europide che Aristofane deride per le loro futuristiche riforme musicali.
Questi due generi frutto di particolari condizioni di civilizzazione superintellettuale, non vissero a lungo nonostante il grande rumore polemico che produssero e furono superati in durata dal genere diatonico.
Come è noto, musica e poesia furono strettamente unite in Grecia da Omero, rappresentato come cantore cieco che si accompagnava sulla cetra, fino ai lirici, parole e musica nacquero contemporaneamente dal cuore di un solo artista; raramente esse furono aggiunte (???) : probabilmente la poesia gnomica ( poesia contenente precetti morali), come sostiene il Fraccaroli, per il suo carattere pratico, fu separata dalla musica. Questa poi si sa che veniva eseguita anche da sola, cosicchè il nomos (pezzo di musica) veniva detto citarodico o aulodico se uno di questi due strumenti accompagnava la voce umana.
Intanto acquistava importanza e si avviava a perfezione la danza, l’arte che  esprime i sentimenti per mezzo del gesto e del corpo una come accade che poesia, musica e danza di unirono in un solo complesso artistico da cui nacque e si sviluppò la tragedia?
E’ certo che la tragedia ha origine religiosa dal sacrificio di un caprone sull’altare del dio Dionesio, del quale un sacerdote narrava le vicende terrene.
Questo racconto cantato era denominato ditirambo , e andò man mano evolvendosi fino a perdere ogni rapporto con Dioniso  e il suo culto; tutto ciò divenne semplicemente un racconto, dialogato tra un personaggio ed un coro, di qualche fatto leggendario. Come si capisce in modo evidente, sta nascendo la tragedia greca, anche se il coro che all’inizio era il vero protagonista della scena, nell’evoluzione della tragedia stessa perdere via via importanza. Allora si immagina, tirando in campo anche il fatto che Dioniso fosse il dio dell’ebrezza e dell’esaltazione artistica, che la folla che attorniava il sacerdote o dicitore, in preda ad una mistica eccitazione, commentasse la narrazione del sacerdote stesso con canti e danze.
Quindi, ci rendiamo conto che in origine la visione scenica dello spettacolo fosse in buona parte, immaginata e che quindi  non esistesse nella realtà.
Il dio Dioniso è il simbolo della volontà “primogenia di esistere” dell’individuo.
MUSICA E POESIA
Avendo ben compreso l’indissolubile unione di musica e poesia nell’antica Grecia, la storia della poesia è storia della musica, e le forme poetiche (prosodi, embateri, iperchemi, epitalami, ditirambi, elegie, ode, peana, trene, epinicio, eccetera) sono forme musicali.
Il trapasso dalla lirica melica alla lirica corale si comprende solo considerando il tutto sotto il punto di vista musicale. Poeti si distinsero per alcune riforme musicali: Terpandro, che aumentò da 4 a 7 le corde della lira. Stesicoro, fu riformatore di cori, Arione lesbico, perfezionatore del ditirambo.
E al massimo poeta lirico si attribuisce uno dei pochi frammenti di musica greca pervenutaci, in particolare il preludio della prima ode pitica di Pindalo.
Un frammento del primo strasimo dell’ Oreste di Euripide è scritto in sistema enarmonico .
Notevoli monumenti musicali del II secolo a.C. sono i due inni delfici scoperti nel 1893 fra le rovine del tesoro degli ateniesi a Delfi. Il primo inno è incompleto, il secondo (opera di un certo Limenio, ateniese) è una casta composizione in otto sezioni di diseguali lunghezza. Nel 1883 a Tralles, in Asia minore, si ritrova l’epitafio di Sicilo, su 2 versi di sapore epicureo (versi scritti nello stile del poeta Epicuro):
“fino a quando vivi splendi.
niente ti affligga troppo.
la vita dura un attimo.
Il tempo richiede il suo tributo.”